Contrastare l'estorsione sessuale online
12 giugno 2026
Il mondo online si è evoluto radicalmente negli ultimi anni, sia nel bene che nel male. Il potere trasformativo della tecnologia ha modificato il modo in cui lavoriamo, ci divertiamo, apprendiamo e restiamo in contatto, introducendo al tempo stesso nuove aree di rischio, in particolare per gli adolescenti, i giovani adulti e altre categorie vulnerabili. Una di queste minacce è l'estorsione sessuale (sextortion), un reato globale di particolare gravità, che negli ultimi anni si è diffuso sempre di più negli spazi digitali.
Solitamente, prende di mira adolescenti e giovani adulti, ma non risparmia nemmeno gli adulti. Il reato consiste nell'ingannare o costringere le persone a condividere immagini intime o di nudo, che i malintenzionati utilizzano in seguito come strumento di ricatto. Questa minaccia si manifesta principalmente in due forme: la sextortion a scopo sessuale, ossia il ricatto per ottenere dalla vittima altre foto e video di carattere sempre più esplicito, e la sextortion a scopo economico, una variante più recente che richiede denaro o altri beni di valore.
Una nuova ricerca rivela che, sulle piattaforme online, quest'anno un giovane su cinque di età compresa tra 13 e 24 anni (20%) in sei Paesi è stato minacciato di estorsione sessuale e la metà (49%) è stata presa di mira con questo tipo di inganno. 1 La sextortion può derivare da diversi tipi di interazioni digitali, tra cui la condivisione online di foto e video intimi oppure l'adescamento a fini sessuali, il catfishing o il furto dell'account.
Snap è impegnata da anni nel contrasto alla sextortion. Nell'ambito di procedimenti legali in corso, è emersa una dichiarazione secondo cui Snap gestirebbe "10.000 segnalazioni di utenti per sextortion al mese". Siccome abbiamo notato che alcuni commentatori citano questa cifra senza una reale comprensione degli sforzi dell'azienda nella lotta contro la sextortion né del contesto in cui si inserisce, 2 abbiamo ritenuto importante fornire un aggiornamento sul contesto, sulle attività di rilevamento, sulle segnalazioni ricevute e sulle comunicazioni inoltrate alle autorità e offrire uno sguardo più approfondito sulle numerose iniziative con cui Snap sta affrontando questa minaccia molto reale, che riguarda minori e adulti su piattaforme e servizi online.
Il nostro impegno attuale
Innanzitutto, vogliamo ribadire l'impegno di Snap nel contrastare questo reato subdolo e insidioso. Lavoriamo assiduamente per proteggere tutti gli utenti su Snapchat; sviluppiamo e adottiamo tecniche per individuare in modo proattivo e interrompere le attività dei malintenzionati; investiamo in iniziative di sensibilizzazione e formazione, sia nostre che a sostegno di campagne altrui; 3 infine, supportiamo le forze dell'ordine nei loro sforzi per identificare e perseguire penalmente i criminali. (maggiori informazioni su queste attività di seguito).
Oltre a perseguire con determinazione i contatti e i contenuti a sfondo sessuale in generale, nel 2026, Snap ha adottato provvedimenti nei confronti di circa 220 casi di sospetta sextortion al giorno, pari a circa 6.600 al mese a livello globale. Questi includono sia i casi che coinvolgono membri della community di qualsiasi età identificati in modo proattivo da Snap, sia quelli segnalati da utenti come presunte violazioni delle nostre Linee Guida per la Community. Spesso gli utenti richiamano la nostra attenzione utilizzando un'opzione dedicata nel menu di segnalazione in-app che abbiamo aggiunto nel 2023 per incentivare la denuncia di questa specifica forma di sfruttamento. La frase "Hanno diffuso/minacciano di diffondere le mie immagini di nudo" è stata suggerita da esperti esterni perché il suo linguaggio semplice poteva risultare efficace per gli utenti di tutte le età. Le segnalazioni degli utenti sono fondamentali su tutte le piattaforme e in particolare sui servizi di messaggistica privata; contribuiscono a proteggere l'intera community dai malintenzionati.
Anche se alcuni commentatori lasciano intendere che l'entità delle misure di controllo di Snap indica implicitamente che l'azienda non sta facendo abbastanza, tale affermazione omette un contesto fondamentale. La realtà è che i numeri sono quelli che sono proprio perché Snap sta dedicando un notevole impegno per individuare e contrastare la sextortion e altre forme di sfruttamento e abuso sessuale. Riteniamo, ovviamente, che anche un solo caso di sfruttamento sessuale ai danni di qualsiasi utente sia di troppo. Tuttavia, come abbiamo tristemente constatato, questi reati, in particolare contro i minori, sono una piaga sociale che esisteva ben prima di Internet e i predatori si servono di qualsiasi mezzo disponibile per cercare di raggiungere i propri bersagli e le potenziali vittime.
In effetti, purtroppo, come accade per qualsiasi popolazione, online o nel mondo fisico, esisterà sempre una parte intenzionata a sfruttare o arrecare potenziali danni ad altre persone. Sebbene la legge statunitense non imponga ad aziende come Snap di adottare provvedimenti per eliminare in modo proattivo lo sfruttamento sessuale, Snap ha scelto di contrastare questo comportamento illegale e abietto proprio perché è ripugnante. Siamo determinati a rendere Snapchat un ambiente ostile per queste attività, illegali o in violazione delle nostre politiche.
Industry’s efforts
It’s also important to consider these enforcements in light of industry’s efforts overall. In 2025, the most recent year for which annual, industry-wide data is available, the National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC) received 21.3M reports of suspected child sexual exploitation and abuse. (NCMEC serves as a clearinghouse for reports of suspected sexual exploitation of those under 18. Snap works with StopNCII to help thwart the spread of non-consensual intimate imagery of individuals aged 18 and older.) Last year, NCMEC said it received 80,000 reports concerning sextortion of a minor, and an average of 137 reports specifically of financial sextortion a day–a 37% increase compared to 2024. A majority of the 21.3M total submissions (21.18M) came from electronic service providers (ESPs), while the remainder (170,000) were made by the general public. More than 2,000 ESPs are registered to report to NCMEC, yet more than 75% of last year’s total number of CyberTips came from just five companies.
In 2025, Snap submitted approximately 752,000 CyberTips to NCMEC, down from more than 1.17M the year before, making it the seventh most prolific reporter in 2024. That total included approximately 19,000 CyberTips for sextortion, along with more than 86,000 reports for online enticement and grooming (down from nearly 29,000 and 194,000 submissions, respectively, last year). 4 The reduction in the number of reports from 2024 coincides with a now two-year effort working with NCMEC and others to improve the value and actionability of our CyberTips. More information on that work can be found here.
CyberTips are the most common means law enforcement uses to track down child sex offenders. And, while Snap’s enforcement actions represent meaningful progress to combat sextortion and are impactful, they’re a small part of our overall work and commitment to tackling child sexual exploitation and abuse.
More on our work
As noted, to help protect Snapchat users and the integrity of our service, we take a number of steps to search for such material. To help identify users whose behavior suggests suspicious or unusual activity, we use our own proactive detection techniques, which are regularly evaluated and refined. When we identify users who appear to be engaged in sextortion or related misconduct, we act quickly to disable their accounts, take steps to prevent them from creating new ones and, where appropriate, report them to authorities.
Through in-app warnings and other tools, we strive to alert our community to potentially suspicious friend requests. We offer sextortion-specific in-app awareness-raising and educational resources, and we routinely add new functionality to our suite of parental-supervision tools known as Family Center. And, last year, we launched an interactive online safety learning program, called The Keys, designed specifically for teens and their families, which includes a dedicated module on sexual extortion. The Keys leverages the “drivers’ education model” whereby teens learn critical skills both in the classroom and behind the wheel. The program, available to all, including non-Snapchat users, offers teens and their caregivers greater awareness of this and other online risks, and suggestions for how to respond if they encounter it.
Going forward
Eliminating the sextortion risk before it can even surface remains a primary goal, but this is a whole-of-society issue requiring active, ongoing engagement from a range of stakeholders and sectors. We remain open to new strategies and approaches, and welcome the opportunity to work with individuals or groups willing to engage positively and productively to help mitigate online risk, reduce harm, and prevent recurrence – on Snapchat and across the digital ecosystem. Indeed, there are constructive roles for technology companies, government, law enforcement, parents, caregivers, educators, young people themselves – and even authors and commentators.
— Jacqueline Beauchere, Global Head of Platform Safety, Snap Inc.